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Caldo estremo, organici insufficienti e criticità organizzative: stato di agitazione nelle sedi IVS Italia di Pedrengo e S.Italia di Seriate

Le Segreterie territoriali di FILCAMS CGIL Bergamo e FISASCAT CISL Bergamo, unitamente alle RSA delle filiali IVS Italia di Pedrengo e S.Italia di Seriate, hanno proclamato lo stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori delle due realtà aziendali a fronte del perdurare di criticità che, da tempo, interessano entrambi i siti e rispetto alle quali non sono finora arrivati riscontri risolutivi.
Al centro della mobilitazione vi è anzitutto l’emergenza legata alle alte temperature registrate negli ambienti di lavoro e, più in generale, la mancanza di interventi organizzativi e operativi adeguati a garantire condizioni di lavoro compatibili con la tutela della salute e della sicurezza del personale.
Le criticità si manifestano in forme diverse nelle due realtà, ma con un elemento comune: organici ridotti all’osso, carichi di lavoro crescenti e un’organizzazione del lavoro che, soprattutto in presenza di temperature estreme, non appare adeguata a fronteggiare l’emergenza climatica.
Presso S.Italia di Seriate, dove si concentra la parte produttiva, le problematiche legate al microclima e alle condizioni di calore all’interno dei locali assumono particolare gravità. A fronte delle temperature elevate registrate nei reparti, le lavoratrici e i lavoratori continuano infatti a operare in un contesto che richiederebbe interventi urgenti e una diversa organizzazione del lavoro, anche sotto il profilo delle pause, della rotazione e della complessiva gestione delle attività nei momenti più critici della giornata.
Presso IVS Italia di Pedrengo, invece, le criticità riguardano in particolare il personale addetto al caricamento e rifornimento dei distributori automatici sul territorio, i tecnici interni ed esterni e il personale di magazzino. In questo contesto, la cronica carenza di personale si traduce in un aggravio dei carichi di lavoro, con giri appesantiti, insufficiente rotazione del personale e mancata rimodulazione dell’attività nonostante il caldo eccezionale di queste settimane.
Accanto all’emergenza climatica, le Organizzazioni Sindacali segnalano il permanere di ulteriori problematiche riguardanti l’organizzazione del lavoro, la carenza cronica di personale, il riconoscimento delle prestazioni di lavoro straordinario, questioni relative agli inquadramenti professionali e criticità nella gestione della formazione finanziata tramite il Fondo Nuove Competenze.
Proprio sul fronte della formazione, FILCAMS CGIL e FISASCAT CISL evidenziano modalità di gestione ritenute inaccettabili, in quanto la fruizione dei contenuti formativi verrebbe di fatto sovrapposta all’attività lavorativa ordinaria: da un lato con personale chiamato a seguire la formazione senza interrompere la produzione, dall’altro con lavoratori invitati a fruirne durante gli spostamenti, i tragitti o comunque mentre proseguono nelle mansioni operative. Una gestione che, secondo le Organizzazioni Sindacali, svuota di significato il percorso formativo e scarica ancora una volta sui lavoratori il peso delle carenze organizzative aziendali.
«Da settimane – dichiara Lorenzo Cortinovis, funzionario di FILCAMS CGIL Bergamo – chiediamo all’azienda un confronto che produca risposte concrete. Sul tema delle alte temperature non basta più prendere atto del problema: servono interventi immediati, sia sotto il profilo microclimatico sia sul piano organizzativo. Con organici insufficienti, carichi di lavoro elevati e temperature sempre più estreme, è indispensabile ripensare la gestione del lavoro, prevedere una reale rotazione del personale, alleggerire i giri e rimodulare le attività nelle fasce orarie più critiche. La salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori devono venire prima di tutto.»
«Lo stato di agitazione – aggiunge Maria Voto, della FISASCAT CISL Bergamo – nasce dall’accumularsi di criticità che da tempo vengono rappresentate alle aziende senza ottenere risposte risolutive. Non parliamo solo di caldo, ma di una gestione complessiva del lavoro che presenta problemi strutturali: carenza di personale, organizzazione inadeguata, difficoltà sul versante degli straordinari, degli inquadramenti e persino una formazione che viene di fatto scaricata dentro la normale prestazione lavorativa. È una situazione che non può più essere affrontata con rinvii o soluzioni parziali.»
FILCAMS CGIL Bergamo e FISASCAT CISL Bergamo ribadiscono che la tutela della salute, della sicurezza e della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori rappresenta una priorità non rinviabile, soprattutto in una fase caratterizzata da eventi climatici estremi sempre più frequenti.
Le Organizzazioni Sindacali auspicano l’immediata apertura di un confronto con le aziende per affrontare complessivamente le problematiche evidenziate. In assenza di risposte adeguate, saranno valutate ulteriori iniziative di mobilitazione a tutela dei diritti e delle condizioni di lavoro del personale.

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