LAVORO

La crescita occupazionale rallenta, ma i dati restano positivi. Sintesi dell’incontro della riunione dell’Osservatorio Mercato del Lavoro della Provincia

Va ricordato, come dice il Rapporto in apertura (pag. 5) che a livello nazionale la crescita occupazionale rallenta e calano i dipendenti, sia a tempo determinato che indeterminato, mentre aumentano, soprattutto grazie agli incentivi fiscali, i lavoratori autonomi.
Nonostante ciò, nella nostra provincia, i dati complessivi rimangono positivi (saldo positivo assunzioni/cessazioni: 2.714) grazie soprattutto al saldo del tempo indeterminato (1.831 ma a fronte dei 2.274 del saldo I° tr. 2025). Un rallentamento, quindi, ma in un contesto comunque positivo
Il numero più alto di assunzioni è stato realizzato nel settore servizi/commercio/ristorazione (2.187 con un saldo di 781), seguono l’industria (11.043 con un saldo di 1.423) e le costruzioni (4.234 con un saldo di 510).
Il metodo di analisi adottato dall’Osservatorio è, però, quello di privilegiare il periodo annuale (da marzo 2025 a marzo 2026) rispetto al confronto trimestrale; il periodo più lungo conferma sia i saldi positivi che il rallentamento. In totale sugli ultimi quattro trimestri il saldo è positivo, +4.296, ma in diminuzione rispetto al primo trimestre 2025 (+5.976).
La stessa dinamica caratterizza anche le tipologie di rapporti di lavoro: il tempo indeterminato resta elevato, con un saldo di 5.268, ma in calo rispetto ai 7.636 dell’annualità precedente. Le assunzioni del I° trimestre sono 8.162, la metà rispetto alle 16.673 del tempo determinato che insieme alle 9.154 dei rapporti di somministrazione contribuiscono a ridurre il saldo. Resta confermata quindi una tendenza all’utilizzo di rapporti di lavoro temporaneo nonostante l’elevato numero di trasformazioni da tempo determinato a indeterminato (3.829).
Rispetto alla qualifica professionale, al primo posto per numero di assunzioni sono le professioni qualificate commercio e servizi (7.865, +10,5% rispetto al I° trimestre del 2025), seguono le professioni non qualificate (7.401, +5,5%), gli operai specializzati (6.406, +11,1%), gli operai semi qualificati (6.246, + 5,8%), le professioni esecutive del lavoro d’ufficio (4.118, +6,6%), infine i tecnici (2.471, +9,4%) e le professioni di elevata specializzazione (791, -4,4). Il fatto che siano prevalenti le qualifiche a bassa specializzazione non aiuta certamente ad invertire la tendenza.
Le assunzioni a tempo pieno (24.541, prevalentemente maschili) sono più del doppio delle assunzioni a tempo parziale (10.911, prevalentemente femminili). Un aumento, quindi, del numero di ore lavorate a parità di occupati; probabilmente è una conseguenza del calo demografico ma, insieme al sempre elevato numero di contratti di somministrazione di breve durata indica come “la crescita dell’occupazione dipendente tende a rallentare in presenza di uno scenario di forte incertezza e agisce sfruttando i margini intensivi”.
Le assunzioni dei “nati in Italia” sono 21.847 (+6,3%); mentre quelle dei “nati all’estero” (nuova terminologia utilizzata per comprendere nel conteggio anche i migranti che hanno acquisito cittadinanza italiana) sono 13.617 (+10,1%). Il saldo maggiore per i nati all’estero (1.764) rispetto a quello dei nati in Italia (950) sta ad indicare un avanzamento del processo di integrazione.
I motivi delle 32.015 cessazioni (pag. 24 del Rapporto), una volta esclusi i 15.451 pensionamenti, sono prevalente mente dovuti alle dimissioni (9.244), seguono i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo, cioè le crisi aziendali (1.289), seguono il mancato superamento del periodo di prova (978) e le dimissioni durante il periodo di prova (645).
Per una comprensione più approfondita dei cambiamenti in atto nel mondo del lavoro bergamasco può essere utile uno sguardo ai vari grafici e tabelle che il Rapporto presenta:

  • A pag. 28 la tabella dei saldi trimestrali di assunzioni per Divisione ATECO; le variazioni % positive più alte sono state: Servizi postali e attività di corriere (+240%), Trasporto aereo (+142,3%), Telecomunicazioni (+105,4%). Le attività con i numeri più elevati di assunzioni: Attività dei servizi di ristorazione (5.133, +46,5%), Fabbricazione di prodotti in metallo (2.880, +7,6%), Lavori di costruzione specializzati (2.358, -5,9%). Le attività con le variazioni % negative più elevate sono state: Ricerca scientifica e sviluppo (-82,9%; Attività dei servizi d’informazione e altri servizi informatici (-46,3%).
  • A pag. 36 i grafici sulle variazioni dell’occupazione. Si noterà subito come la curva più in salita negli ultimi anni sia quella relativa al numero di occupati indipendenti.
    Infine è stata presentata la sintesi di un documento del CNEL in collaborazione con INPS relativo ai contratti (CCNL) applicati in provincia di Bergamo. Il 99,7% e sottoscritto da altre numerose sigle di cui nessuna arriva all’1%.

Il testo del Rapporto può essere scaricato dal sito web della Provincia.
(NB i dati dell’Osservatorio sono sempre riferiti al lavoro dipendente privato escludendo quindi il Pubblico Impiego).

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