Lunedì 4 maggio 2026, alle ore 9.30, l’Auditorium Parenzan dell’Asst Papa Giovanni XXIII ospiterà la presentazione del volume “Covid-19, cosa abbiamo imparato”, edizione 2026 del Libro della Memoria. Il testo raccoglie le testimonianze di medici, sindaci, infermieri e famiglie colpite in una provincia che, nel marzo 2020, ha visto la mortalità salire del 600%. Tra le vittime si contano 990 iscritti allo SPI CGIL di Bergamo.
Lo SPI CGIL dedica l’opera all’ex segretario generale Gianni Peracchi, recentemente scomparso: “Questo libro difficilmente sarebbe stato prodotto senza il suo contributo – commenta il segretario bergamasco dello SPI, Giacomo Pessina – Quando si è ammalato il lavoro era praticamente pronto; ne raccogliamo oggi i frutti”.
Il volume documenta inoltre il ruolo della Camera del Lavoro, rimasta un punto di riferimento ininterrotto per la cittadinanza anche quando altri soggetti sembravano arretrare. Dal 24 febbraio al 18 maggio 2020, la macchina del sindacato non si è mai fermata. In quel periodo, lo SPI attivò un “telefono amico”: decine di pensionati, operando da casa, risposero a migliaia di persone per fornire informazioni sulle pratiche del patronato legate ai decessi e offrire ascolto a chi si sentiva solo. “Ci ha lasciato la consapevolezza che la CGIL fu all’altezza dei momenti più difficili della nostra storia”, conclude Pessina.
All’evento interverranno la sindaca Elena Carnevali, il direttore generale dell’Asst Papa Giovanni XXIII Francesco Locati, il segretario generale della CGIL di Bergamo Marco Toscano e il professor Giuseppe Remuzzi. Le conclusioni saranno affidate a Daniele Gazzoli, segretario generale SPI CGIL Lombardia.