Si apre un contenzioso nel settore del fitness low cost bergamasco per una vicenda che vede coinvolte diverse lavoratrici nel passaggio di gestione tra la società Hutfit e la nuova compagine Green Theory, che ha acquisito diverse palestre sul territorio della provincia. Al centro della disputa, il mancato pagamento delle spettanze arretrate e un peggioramento delle condizioni contrattuali che ha spinto il sindacato SLC CGIL a intervenire con una diffida formale verso entrambe le aziende.
Secondo quanto ricostruito dal sindacato, le dipendenti assunte direttamente dalla precedente gestione non hanno ricevuto l’ultimo stipendio, il TFR e le competenze maturate su ferie e permessi. A complicare il quadro è la proposta del nuovo contratto da parte di Green Theory: le lavoratrici si sono viste offrire un inquadramento inferiore di un livello rispetto al precedente, a parità di mansioni, e orari di lavoro spesso ridotti. Di fronte a questo scenario, molte dipendenti si stanno rifiutando di firmare i nuovi accordi.
La SLC CGIL ha già provveduto a diffidare le due società, chiedendo rispettivamente il saldo del dovuto e il ripristino delle condizioni contrattuali preesistenti. Ad oggi, tuttavia, non è giunta alcuna risposta da parte delle aziende coinvolte.
“Alle lavoratrici sono state fornite informazioni frammentate e spesso contraddittorie sulla cessione dell’attività”, dichiara Tobia Perini, segretario generale della SLC CGIL di Bergamo. “Tutto ciò sta creando una profonda incertezza per il futuro, tanto che molte dipendenti stanno valutando di rassegnare le dimissioni. Invitiamo tutto il personale coinvolto a rivolgersi ai nostri uffici per ricevere assistenza e tutela”.
La vicenda solleva inoltre una riflessione più ampia sulla sostenibilità del modello di business basato esclusivamente sul prezzo basso. “L’eccessiva concorrenza in questo settore non sempre rappresenta un vantaggio per la comunità”, conclude Perini. “Quando i prezzi degli abbonamenti sono troppo bassi, spesso nascondono condizioni di lavoro poco dignitose, scaricando sui lavoratori il costo del risparmio promesso all’utente finale”.