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Sanità e appalti, al via la raccolta firme della CGIL: “Leggi per tutelare il lavoro e il diritto alla salute”. Le proposte di legge di iniziativa popolare puntano a garantire parità di trattamento nei cantieri e il rilancio del sistema sanitario pubblico

Mettere al centro i diritti universali per contrastare le disuguaglianze che colpiscono quotidianamente lavoratori e cittadini. Anche la CGIL di Bergamo, come in tutte le città d’Italia, si mobilita per la campagna di raccolta firme per due proposte di legge di iniziativa popolare che mirano a riformare profondamente il sistema degli appalti e il Servizio Sanitario Nazionale.

Il cuore della proposta sugli appalti è la rivendicazione della parità di trattamento: “Se si fa lo stesso lavoro, bisogna avere lo stesso salario e le stesse tutele”, spiega Alessandro Genovesi, Responsabile appalti CGIL nazionale, oggi a Bergamo per un approfondimento sul tema. “La legge punta a introdurre la responsabilità diretta del committente non solo sugli aspetti economici, ma anche su salute, sicurezza e organizzazione. Estendere queste garanzie serve a tutti, dai lavoratori delle costruzioni ai dipendenti diretti, ristabilendo un principio di equità fondamentale, anche attraverso il limite alle catene dei subappalti per contrastare infiltrazioni criminali e l’assunzione automatica presso il committente in caso di appalto illecito”.

Parallelamente, la CGIL si batte per un cambio di rotta sulla sanità. “Il tema della sanità pubblica è fondamentale anche nella nostra provincia”, dichiara Marco Toscano, segretario generale della CGIL di Bergamo. “Le lunghe liste d’attesa e le difficoltà nelle prenotazioni costringono molti a pagare di tasca propria o, peggio, a rinunciare alle cure. Vogliamo una sanità potenziata, con finanziamenti adeguati e la valorizzazione del personale, affinché il diritto alla salute gratuito e universale previsto dalla Costituzione non esista solo sulla carta”. La proposta di legge chiede che il finanziamento del fondo sanitario nazionale non scenda mai sotto il 7,5% del PIL e che vengano eliminati i tetti di spesa per le assunzioni a tempo indeterminato.

Dal 15 maggio sarà possibile firmare online sul sito del Ministero della Giustizia, presso il proprio comune di residenza o ai banchetti che verranno promossi in città e provincia.

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