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Master Plan di Orio al Serio: CGIL, FILT e FILCAMS chiedono sostenibilità sociale e una contrattazione di sito per i lavoratori

La crescita dello scalo di Bergamo-Orio al Serio deve garantire la sostenibilità sociale e la qualità del lavoro per chi vi opera ogni giorno. In vista della chiusura del dibattito pubblico sul Master Plan 2029-2043 (art. 40 Codice Appalti), CGIL, FILT e FILCAMS di Bergamo hanno formalizzato il proprio documento di osservazioni. Di fronte a previsioni che stimano 25 milioni di passeggeri e oltre 20-24 mila addetti complessivi sul sito tra diretti e indotto, il sindacato chiede di governare la complessità dello scalo attraverso accordi vincolanti.
“L’ampliamento dell’aeroporto deve inserirsi in una cornice inderogabile di rispetto per l’ambiente e la salute, ma anche di forte innovazione sociale”, dichiara Marco Toscano, segretario generale della CGIL di Bergamo. “Come evidenziato nella stessa relazione di progetto, l’aeroporto si configura sempre più come una ‘aero-polis’, uno spazio integrato nel territorio. Questa dimensione richiede un sistema strutturato di relazioni sindacali. È necessario istituire una contrattazione di sito che metta al centro la qualità del lavoro per tutti gli operatori del sedime, garantendo l’applicazione dei contratti collettivi nazionali maggiormente rappresentativi, inquadramenti corretti e un monitoraggio costante e condiviso su salute e sicurezza”.
“Una parte consistente di chi lavora nello scalo opera nei negozi, nei bar, nella ristorazione e nei servizi in appalto o in affidamento”, sottolinea Cristina Guerinoni per la FILCAMS CGIL di Bergamo. “Parliamo di centinaia di addetti che vivono condizioni contrattuali frammentate e spesso distanti tra loro, pur condividendo lo stesso luogo di lavoro. Il coordinamento di sito serve proprio a questo: evitare dumping contrattuale, tutelare la qualità dell’occupazione nelle attività commerciali e garantire pari dignità e tutele a chi opera nelle pulizie, nella ristorazione e nelle vendite all’interno dell’aerostazione”.
Nel documento sindacale emergono i problemi quotidiani legati a logistica interna, mobilità e spazi di servizio, destinati ad aggravarsi con l’aumento del personale se non inseriti fin da ora nel piano dei nuovi edifici.
“I numeri in forte crescita del personale rischiano di rendere del tutto insostenibili strutture già oggi segnate da pesanti limiti”, aggiunge Paolo Turani, segretario generale della FILT CGIL di Bergamo. “Già oggi gli spazi a disposizione non sono sempre sufficienti a garantire standard minimi dignitosi per i dipendenti: basti pensare che spogliatoi e aree break in diversi casi sono ancora relegati in container provvisori, mentre i varchi di accesso del personale all’area sterile presentano già adesso forti criticità. Con migliaia di lavoratori in più, questi nodi vanno affrontati all’interno della progettazione dei nuovi edifici, prevedendo anche il ripristino di un servizio mensa – assente dal 2020 – e aree ristoro adeguate e diffuse per la conservazione e il consumo dei pasti durante le pause”.
Altro nodo centrale riguarda il tragitto casa-lavoro. La maggior parte del personale si sposta con mezzi propri, senza parcheggi dedicati gratuiti e sostenendo costi rilevanti per le aree di sosta convenzionate. Per questo il sindacato chiede corse del trasporto pubblico locale coordinate con i turni notturni e festivi, navette dai parcheggi di interscambio, car sharing e interventi per la mobilità ciclabile (stalli protetti, spogliatoi e docce). A completare la piattaforma, la richiesta di un welfare di sito contrattato per agevolare la conciliazione vita-lavoro: servizi time-saving per la gestione quotidiana (spesa, commissioni) e convenzioni per asili nido e servizi educativi per i figli dei dipendenti.

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