Stato di agitazione per i 30 lavoratori e lavoratrici della Residenza Quarto Verde di Bergamo. L’assemblea sindacale promossa dalla FILCAMS CGIL ha portato l’attenzione sulle condizioni operative all’interno della struttura gestita da Mitus Bergamo Srl, dove il personale impiegato nei servizi di hospitality – pulizie, ricevimento, bar, sala e ristorante – denuncia una crescente carenza di organico a fronte del continuo ampliamento delle attività.
La criticità maggiore riguarda il settore delle pulizie. Le addette, per la quasi totalità assunte con contratti part-time a sei ore, devono gestire la pulizia di una trentina di appartamenti al giorno sui 60 complessivi, oltre ai servizi di lavanderia, lavaggio e stiratura per gli ospiti. Sugli stessi turni ricade ora anche la manutenzione di tutte le aree comuni: hall, biblioteca, palestra, piscina, ascensori, bagni e scale. I problemi toccano anche gli altri reparti: l’area ristorazione opera senza una figura dedicata al lavaggio, mentre il personale della reception viene frequentemente dirottato al banco del bar per colmare i vuoti operativi.
Oltre ai carichi di lavoro, la protesta contesta modifiche unilaterali all’organizzazione dei turni. Le nuove tabelle orarie per il personale part-time hanno introdotto turni spezzati con lunghe interruzioni intermedie. In molti casi si arriva addirittura a turni con riposi inferiori alle 11 ore consecutive stabilite dalla legge. Le lavoratrici e i lavoratori segnalano inoltre richieste di presentarsi sul posto prima dell’avvio del turno senza retribuzione, il taglio del pasto aziendale, le consumazioni al bar rese a pagamento e la ridefinizione dei criteri di premialità, giudicati ormai irraggiungibili.
«Dietro a ogni contratto part-time ci sono persone con carichi familiari o la necessità di gestire un secondo impiego», dichiara Lorenzo Cortinovis della FILCAMS CGIL di Bergamo. «Le condizioni di chi lavora a tempo parziale non possono essere stravolte da scelte aziendali imposte senza confronto. Nelle pulizie si è oltrepassato il limite: pretendere ritmi insostenibili con organici ridotti mette a rischio la salute del personale. Nonostante un primo confronto formale, l’azienda ha proseguito con ulteriori misure unilaterali. Chiediamo il ripristino immediato degli orari precedenti, le assunzioni necessarie e l’apertura di una trattativa per garantire il pieno rispetto del contratto nazionale del turismo».
In assenza di risposte immediate e vincolanti da parte della direzione, la FILCAMS CGIL conferma la disponibilità a proclamare lo sciopero.