Accogliamo con favore l’attenzione accesa dal gruppo Pozzoni sul tema della legalità e del contrasto al dumping contrattuale nella filiera grafica. La denuncia dell’utilizzo improprio di contratti non coerenti con il settore fotografa una dinamica che, come SLC CGIL, contrastiamo quotidianamente sul territorio provinciale e nei luoghi di lavoro.
«Siamo assolutamente disponibili a confrontarci su ogni percorso che metta al centro la trasparenza, la legalità e la dignità del lavoro lungo l’intera filiera», interviene Tobia Perini, segretario generale della SLC CGIL di Bergamo. «Tuttavia, proprio ora che siamo entrati nella fase di rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, è fondamentale andare alla radice del problema. Troppo spesso il dumping contrattuale e il ricorso ad appalti ed esternalizzazioni colpiscono le fasi considerate a minor valore aggiunto o meno redditizie per le imprese, come il confezionamento e la legatoria. È una frammentazione che penalizza le retribuzioni e la sicurezza dei lavoratori, indebolendo al contempo la tenuta stessa del settore».
Per l’organizzazione sindacale, la trattativa per il rinnovo contrattuale rappresenta il terreno prioritario su cui intervenire per stabilire regole certe e vincolanti per tutte le aziende del comparto. In questo percorso, l’esperienza maturata nel settore della logistica e delle merci, dove la contrattazione ha progressivamente ricondotto gli appalti e le lavorazioni della filiera all’interno di tutele contrattuali omogenee e trasparenti, può rappresentare un valido modello di riferimento.
«La nostra richiesta è chiara: queste lavorazioni devono rimanere saldamente all’interno del perimetro contrattuale del settore grafico-editoriale», prosegue Perini. «Non possono esistere comparti di serie A e lavorazioni di serie B da appaltare al massimo ribasso. La competitività della grafica non può reggersi sul risparmio imposto alle fasce più esposte della manodopera. Ci aspettiamo che il percorso negoziale valorizzi concretamente tutte le professionalità del comparto, garantendo parità di trattamento, salari adeguati e il riconoscimento delle competenze che concorrono alla realizzazione del prodotto finale».