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Ikaros e JobsAcademy: proclamato lo stato di agitazione. NIdiL e FP CGIL denunciano stipendi arretrati e carenze didattiche per oltre un centinaio di lavoratori e numerosi collaboratori

NIdiL e FP CGIL di Bergamo hanno dichiarato formalmente lo stato di agitazione per tutto il personale di Fondazione Ikaros e Fondazione JAC. La decisione coinvolge circa 130 persone tra dipendenti diretti (circa 60), lavoratori somministrati (50) e collaboratori coordinati e continuativi (circa 20), a cui si aggiunge la platea dei professionisti a partita IVA, a causa di una situazione di incertezza ormai insostenibile.

Al centro della protesta, che tocca da vicino le sedi di Calcio e Grumello del Monte, c’è una grave morosità retributiva. Per i lavoratori assunti direttamente dalle Fondazioni e per i Co.Co.Co. si registra il mancato pagamento di due mensilità, mentre per i lavoratori somministrati risulta arretrata una mensilità. In questo scenario, il sindacato richiama con forza le Fondazioni alla loro responsabilità solidale nel garantire i crediti retributivi di chi presta la propria opera presso le loro sedi.

Oltre al danno economico, le organizzazioni sindacali evidenziano un preoccupante peggioramento delle condizioni di lavoro che incide direttamente sulla qualità dell’offerta formativa per i 1.500 studenti dichiarati dalla proprietà. Vengono segnalati carichi eccessivi di supplenze per sopperire alle carenze di organico, la cronica mancanza di materiali per i laboratori e l’assenza di docenti nelle materie tecniche. Si tratta di criticità che mettono a rischio il percorso di studi, nonostante l’alto senso di responsabilità dimostrato finora dal personale.

La questione è stata portata anche all’attenzione dell’Assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia, Simona Tironi, e della IV Commissione consiliare. I nuovi decreti regionali prevedono infatti la sospensione dell’accreditamento per le realtà che violano gli obblighi retributivi e contributivi.

Sulla gravità della situazione intervengono Francesco Chiesa di NIdiL e Giorgio Locatelli di FP CGIL: «Dati i ripetuti mancati pagamenti, i docenti potrebbero dimettersi per giusta causa. È chiaro che questo causerebbe un grosso impatto sull’attività scolastica, con il rischio di non garantire agli studenti la conclusione dell’anno. Il senso di responsabilità dei lavoratori ha mantenuto la scuola aperta fino a ora, ma è chiaro che è uno sforzo non sostenibile sul lungo periodo».

NIdiL e FP CGIL hanno richiesto la convocazione di un incontro urgente entro cinque giorni. In assenza di riscontri certi sulla tempistica dei pagamenti e sulle prospettive di ripristino di condizioni di lavoro dignitose, verranno intraprese tutte le iniziative di lotta necessarie, senza escludere lo sciopero di tutto il personale. Invitiamo le Fondazioni a un’assunzione di responsabilità immediata per salvaguardare il futuro dei lavoratori e il diritto allo studio degli studenti: la continuità educativa non può poggiare esclusivamente sul sacrificio di chi non riceve lo stipendio.

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