In occasione della Giornata internazionale del lavoro domestico, la Filcams CGIL di Bergamo organizza un pomeriggio di confronto e convivialità in programma sabato 27 giugno, dalle ore 16 alle ore 18, presso la sede del Mutuo Soccorso in via Zambonate 33 a Bergamo. L’appuntamento si rivolge a una platea che sul territorio provinciale conta circa 11mila lavoratrici e lavoratori tra colf, assistenti familiari e baby-sitter. L’iniziativa nasce dalla volontà di offrire un momento di accoglienza e centralità a questo vasto comparto, affrontando nodi cruciali come la sostenibilità delle condizioni di lavoro, il riconoscimento dei diritti legati a maternità e genitorialità, e la necessità di creare spazi pubblici di socializzazione e condivisione per contrastare la solitudine che spesso caratterizza l’attività nelle case.
La ricorrenza del 16 giugno è stata istituita a livello globale per ricordare l’adozione, avvenuta nel 2011, della Convenzione n. 189 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), il trattato che ha sancito il riconoscimento giuridico ed economico di una categoria fino ad allora considerata una semplice estensione dei compiti familiari, storicamente attribuiti alle donne. La Convenzione stabilisce che chi opera nelle case ha diritto alle stesse tutele fondamentali degli altri settori: orari di lavoro ragionevoli, riposo settimanale, salario equo, protezione da abusi e accesso alla previdenza sociale.
Nonostante il quadro normativo, il settore sconta ancora una forte invisibilità. Secondo le stime internazionali, il comparto impiega decine di milioni di persone nel mondo, con una prevalenza netta di donne e una forte componente di lavoratori migranti. L’attività all’interno di mura private rende i controlli complessi e isola i lavoratori, esponendoli a dinamiche di sommerso, salari bassi e difficoltà nell’esercitare i propri diritti.
La situazione italiana riflette questa complessità in modo accentuato. A causa del progressivo invecchiamento della popolazione, dell’aumento delle non autosufficienze e delle modifiche nei tempi di vita e lavoro delle famiglie, le assistenti familiari sono diventate il pilastro di un sistema di welfare informale e privato, senza il quale l’economia e la gestione sociale subirebbero forti contraccolpi. Gli analisti evidenziano come il “lavoro di cura” sia essenziale per la tenuta della società, sebbene resti spesso svalutato e gravato da pesanti carichi fisici ed emotivi. L’iniziativa della Filcams CGIL punta a riportare al centro del dibattito locale il valore sociale di queste professioni e la necessità di tutele concrete contro il lavoro irregolare e l’isolamento.