Le segreterie territoriali di FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI e FAISA CISAL di Bergamo proclamano lo stato di agitazione e indicono uno sciopero del personale viaggiante dipendente di Arriva Italia S.r.l., azienda che gestisce il trasporto pubblico locale a Bergamo e provincia.
Una vertenza che si trascina da tempo: le Organizzazioni Sindacali denunciano un atteggiamento poco disponibile da parte dell’azienda rispetto alle esigenze dei lavoratori. Nonostante le ripetute richieste inoltrate dalle OO.SS. in merito alla valorizzazione economica delle prestazioni quotidianamente garantite dal personale e al miglioramento della qualità della vita lavorativa, Arriva Italia non ha finora dato risposte adeguate.
Gli autisti sono infatti ancora costretti a turni particolarmente gravosi, con orari di impegno che arrivano frequentemente anche a 13 ore giornaliere, in un contesto in cui le turnazioni vengono spesso modificate senza un adeguato preavviso, impedendo di fatto ai lavoratori di organizzare la propria vita privata. Inoltre rimangono inevase le richieste relative ad una ulteriore valorizzazione economica della professionalità dei lavoratori.
A fronte di una cronica carenza di autisti che caratterizza l’intero settore, le altre aziende del trasporto pubblico locale della provincia hanno dimostrato negli anni una direzione ben diversa, mettendo al centro della propria missione la qualità del servizio e il benessere del personale attraverso importanti accordi con le Organizzazioni Sindacali:
- ATB Bergamo e TEB hanno sottoscritto negli anni accordi significativi in ottica di miglioramento dei valori economici (contrattuali) dei dipendenti con le OO.SS., valorizzando la contrattazione aziendale in ottica migliorativa anche rispetto della professionalità acquisita dai propri dipendenti, oltre ad aver investito in un importante rinnovamento della flotta aziendale;
- Locatelli-TBSO hanno rinnovato, nel mese di giugno, un importante premio di risultato per tutto il personale, confermando l’impegno ed il valore della contrattazione aziendale già profuso negli anni;
- SAI di Treviglio e Visinoni si sono mosse nello stesso solco, dimostrando attenzione concreta verso ai bisogni dei lavoratori.
“Sia chiaro – dichiarano Paolo Turani, Pasquale Salvatore, Adriano Villa e Antonio Chimirri, Segretari Generali di FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI e FAISA CISAL -, siamo consapevoli che la situazione va continuamente monitorata e la perfezione non è sicuramente raggiunta. Tuttavia, le altre aziende del territorio dimostrano la volontà di voler dialogare rispetto alle problematiche e nei limiti del possibile, intervenire per risolvere i problemi. Volontà che Arriva Italia non sembra affatto dimostrare a nostro avviso oramai da tempo”.
In questo quadro, la posizione di Arriva Italia appare in evidente controtendenza: un’azienda che negli anni ha caratterizzato la propria gestione attraverso il ricorso ai subappalti (con conseguenti criticità sulla qualità del servizio), la destrutturazione aziendale e la mancanza di investimenti sul benessere economico e lavorativo dei propri dipendenti, pur disponendo di bilanci in attivo a livello nazionale.
I numeri del bilancio 2025, infatti, smentiscono ogni giustificazione. I dati di esercizio al 31 dicembre 2025, appena depositato, rendono ancora più stridente l’atteggiamento tenuto dall’azienda nei confronti dei propri lavoratori:
- l’esercizio 2025 si è chiuso con un utile netto di 26,9 milioni di euro, in crescita di oltre il 23% rispetto ai 21,8 milioni del 2024;
- il Risultato Operativo è quasi raddoppiato in due anni, passando da 14,3 a 20 milioni di euro, con un Margine Operativo Lordo salito a quasi 35 milioni;
- il Patrimonio Netto della società ha superato i 319 milioni di euro, con quasi 273,5 milioni di riserve e utili potenzialmente distribuibili ai soci;
- la società dispone di una Posizione Finanziaria Netta positiva per oltre 128 milioni di euro e di attività finanziarie legate al cash pooling di Gruppo pari a oltre 120 milioni;
- nello stesso anno Arriva Italia ha incassato quasi 4,9 milioni di euro di dividendi dalle proprie partecipate (Arriva Udine, Trieste Trasporti, Omnibus Partecipazioni);
- a fronte di questi numeri, il costo del personale è cresciuto di soli 3,2 milioni di euro (+4,6%), un incremento fisiologico dovuto principalmente all’aumento dell’organico e ai rinnovi del CCNL di settore, e non certo a scelte di valorizzazione economica del lavoro da parte dell’azienda.
“Numeri che dimostrano come la solidità economico-finanziaria della Società non sia in discussione: a mancare non sono le risorse, ma la volontà di destinarle al miglioramento delle condizioni di lavoro del personale viaggiante, a partire proprio dal territorio bergamasco”.
A far precipitare la situazione è stata la gestione del Premio di Risultato (PDR): l’azienda, dopo essersi dimostrata per nulla disponibile rispetto a diverse proproste inoltrate dalle OO.SS., ha proposto un’erogazione massima di 400 euro in welfare, subordinata al raggiungimento di un livello di assenze (per lo più per malattia) pressoché pari a zero da parte di ogni singolo dipendente (una condizione che le OO.SS. giudicano non solo penalizzante, ma di fatto quasi irraggiungibile). Una cifra irrisoria rispetto a quanto messo in campo dalle altre aziende e soprattutto anche rispetto alle attuali dinamiche inflattive , soprattutto se confrontata con un utile aziendale che supera i 26 milioni di euro e che, solo nell’ultimo esercizio, è cresciuto di oltre 5 milioni.
“Ricordiamo che il Trasporto Pubblico Locale è un bene comune – continuano i Segretari Generali delle categorie del trasporto bergamasco -, fortemente sostenuto da risorse pubbliche e con un ruolo sociale ed economico fondamentale per lo sviluppo del territorio. Non può essere trattato come una voce di bilancio da ottimizzare esclusivamente in funzione del risultato economico, a scapito della qualità del lavoro di chi lo garantisce ogni giorno. I dati di bilancio confermano che tale ottimizzazione, ad oggi, avviene a senso unico: a beneficio dei conti della Società e non delle condizioni di chi il servizio lo eroga materialmente ogni giorno”
“Per queste ragioni, il 14 settembre, dalle ore 8:30 alle ore 12:30, gli autisti dipendenti di Arriva Italia incroceranno le braccia a Bergamo. Una mobilitazione che non riguarda soltanto il miglioramento delle condizioni economiche e normative dei lavoratori, e con esse una migliore qualità della vita e un riconoscimento adeguato della loro professionalità, ma che si pone anche e soprattutto a difesa di un trasporto pubblico che è patrimonio di tutta la cittadinanza bergamasca, e che non può e non deve essere svilito da mere logiche di mercato”.