Trattamenti economici al ribasso, mancate risposte da parte dell’azienda e condizioni di lavoro non più sostenibili. Per queste ragioni la Filt Cgil di Bergamo ha proclamato lo stato di agitazione per i lavoratori impiegati nell’appalto per la gestione dei parcheggi pubblici e degli stalli di sosta del Comune di Alzano Lombardo, affidato alla società Movea Servizi srl.
La vertenza affonda le radici nel cambio di gestione avvenuto a novembre 2024. Fino a quel momento, ai dipendenti impiegati nel servizio veniva applicato il contratto collettivo nazionale degli Autoferrotranvieri (Tpl), sottoscritto dai sindacati maggiormente rappresentativi. Con il subentro del nuovo gestore è stato invece introdotto il Ccnl Servizi ausiliari Anpit Cisal, con una conseguente decurtazione retributiva che su base annua arriva a circa 4.000 euro lordi a parità di orario. Un divario determinato non solo da una paga base inferiore, ma anche dal passaggio da quattordici a tredici mensilità.
A questa scelta di fondo si sono sommate diverse irregolarità retributive e normative segnalate formalmente dal sindacato tra maggio e luglio scorsi sia alla società che all’amministrazione comunale, a fronte delle quali l’azienda non ha fornito alcuna risposta né dato seguito alle richieste di confronto. Se con le competenze di maggio sono stati recepiti alcuni adeguamenti relativi ai minimi tabellari e all’elemento perequativo regionale per la Lombardia, molte delle criticità restano del tutto aperte: dal mancato versamento dell’una tantum di rinnovo contrattuale al mancato riconoscimento degli scatti di anzianità maturati a partire dall’aprile 2022, previsti dallo stesso capitolato d’appalto, fino alla non corretta remunerazione dell’indennità e del lavoro svolto in reperibilità. Nelle ultime settimane sono inoltre emerse pesanti difficoltà legate all’organizzazione e alla composizione dei turni di servizio.
“La situazione nell’appalto di Alzano ha superato il livello di sostenibilità ed è giunto il momento di un cambio di passo netto”, dichiara Paolo Turani, segretario generale della Filt Cgil di Bergamo. “Nonostante i nostri solleciti e la disponibilità al confronto dimostrata in questi mesi, da parte dell’azienda non è arrivata alcuna risposta e non c’è stata una reale presa in carico dei problemi, rendendo del tutto insufficienti i parziali adeguamenti tecnici visti nelle buste paga a ripristinare condizioni e tutele adeguate. Non possiamo accettare che i cambi di gestione si traducano in pesanti arretramenti salariali a carico di chi lavora, né che si ignorino impegni previsti dagli stessi atti di gara. L’apertura dello stato di agitazione è un passo necessario a tutela dei lavoratori e chiama in causa anche il committente pubblico, affinché vigili con determinazione sul rispetto dei diritti e sulla corretta applicazione delle tutele previste nei propri servizi. Senza un riscontro tempestivo e un cambio di rotta concreto, siamo pronti ad arrivare allo sciopero”.