Nei primi sei mesi del 2026 le ore autorizzate di cassa integrazione diminuiscono del 37,7% rispetto al I° semestre 2025. Ancora in difficoltà il settore chimico e tessile. Basso il “tiraggio” (14% per la cassa straordinaria).
Netto calo della Cassa integrazione nei primi sei mesi del 2026. Il calo è costante ad aprile (-20,9% rispetto a marzo), a maggio (-7,4% rispetto ad aprile) e a giugno (-35,9% rispetto a maggio). Nell’insieme dei primi sei mesi dell’anno il calo è significativo: -37,7% rispetto al I° semestre 2025; si tratta di un calo doppio rispetto al -18,69% del calo nazionale.
| CIGO | CIGS | deroga | totale | diff. mese preced. | ||
|---|---|---|---|---|---|---|
| giugno 2025 | 748.872 | 1.019.406 | – | 1.768.278 | – | |
| luglio 2025 | 413.696 | 473.976 | – | 887.672 | -49,8% | |
| agosto 2025 | 194.830 | 17.970 | – | 212.800 | -76% | |
| settembre 2025 | 984.956 | 176.004 | – | 1.160.960 | 445,6% | |
| ottobre 2025 | 1.045.524 | 724.942 | – | 1.770.466 | 52,5% | |
| novembre 2025 | 687.324 | 762.550 | – | 1.449.874 | -18,1% | |
| dicembre 2025 | 547.876 | 126.660 | – | 674.536 | -53,5% | |
| gennaio 2026 | 804.598 | 723.404 | – | 1.528.002 | 126,5% | |
| febbraio 2026 | 442.186 | 385.106 | – | 827.292 | -45,9% | |
| marzo 2026 | 611.986 | 671.250 | – | 1.283.236 | 55,1% | |
| aprile 2026 | 796.122 | 218.534 | – | 1.014.656 | -20,9% | |
| maggio 2026 | 772.268 | 167.442 | – | 939.710 | -7,4% | |
| giugno 2026 | 470.682 | 131.520 | – | 602.202 | -35,9% |
È soprattutto la Cassa straordinaria che ha registrato il calo più rilevante: aprile, maggio e giugno, sommati, non raggiungono le 671.250 ore di CIGS di marzo 2026. La cassa straordinaria, poi, è stata utilizzata in prevalenza con la tipologia “contratti di solidarietà” (71%) mentre il 29% con la tipologia “riorganizzazione).
Per quanto riguarda i vari settori produttivi l’edilizia arriva a 48.030 ore a giugno dopo due mesi sui 31mila, ma è un dato ancora nella media; ma sono i metalmeccanici che con 962.878 ore autorizzate (il 37,66% del totale di ore autorizzate) si collocano al primo posto, il dato ha comunque un valore positivo perché è meno della metà rispetto agli oltre due milioni di ore autorizzate nel I° trimestre.
Al contrario un netto peggioramento riguarda il settore tessile (434.350 ore rispetto alle 197mila del I° trimestre), il settore abbigliamento (322.200 ore rispetto alle 144.856 del I° trimestre) e il settore chimico (chimica, petrolchimica, gomma, plastica) che anch’esso raddoppia le 220.910 ore del I° trimestre raggiungendo le 460.194 del periodo aprile-maggio-giugno.
Per il pesante peggioramento in questi settori la chiave interpretativa si chiama Stretto di Ormuz: difficoltà di approvvigionamento del materiale petrolifero che sta alla base di gran parte della produzione (fibre, plastica, prodotti di base) a ciò si aggiungono lo spostamento in Medio Oriente (Doha) di una parte rilevante del mercato dell’alta moda, la mancanza di politiche di sostegno per il settore farmaceutico e la prosecuzione della crisi nel settore automobilistico.
Un segnale certamente positivo viene dal basso livello del “tiraggio” (effettivo utilizzo delle ore autorizzate) che scende al 14% per la cassa straordinaria (era al 31% a fine 2025) e al 26% per l’ordinaria (era al 23,7%).