È stata siglata all’Aran la pre-intesa per la parte economica del contratto istruzione e ricerca 2025-2027. L’accordo prevede un incremento totale di circa 137 euro medi mensili (143 per i docenti), oltre a 800 euro medi di arretrati. Per il personale ATA è prevista anche una tantum di 110 euro.
Il rinnovo riguarda anche università, ricerca e Afam con aumenti tabellari medi tra i 124 e i 225 euro. A Bergamo la firma interessa circa 23.000 dipendenti della scuola e 2.000 tra università e Afam.
La firma rappresenta per la FLC CGIL una prima risposta all’emergenza salariale. Fabio Cubito, segretario generale della categoria a Bergamo, sottolinea l’importanza del risultato evidenziando la netta discontinuità con il passato: «A differenza dell’intesa precedente, questa prevede il pieno recupero dell’inflazione. La firma di oggi è coerente con la nostra mancata sottoscrizione del contratto scorso, segnato da risorse insufficienti che il governo aveva lasciato senza coperture, scaricando il costo della crisi sui lavoratori».
A Bergamo il provvedimento coinvolge oltre 25.000 addetti che hanno subito pesantemente il carovita. «L’accordo permette di intervenire subito sul potere d’acquisto con aumenti superiori al 5,9%» prosegue Cubito. «Si tratta di una risposta concreta che arriva dopo anni di inerzia politica».
Il sindacato guarda ora alla consultazione e alla parte normativa. «La firma è un primo passo, ma la mobilitazione continua. Dobbiamo ottenere risorse aggiuntive per rispondere a eventuali picchi inflattivi a fine triennio e colmare il divario retributivo con il resto della pubblica amministrazione. Difendere i salari significa difendere la dignità di chi lavora nella conoscenza».