Le organizzazioni sindacali e l’assemblea dei lavoratori di 3V Sigma hanno espresso parere contrario alla richiesta di proseguire il Contratto di Solidarietà terminato il 23 marzo. Sono infatti venuti meno i presupposti tecnici e di legge per l’utilizzo di questo ammortizzatore, sia in termini espansivi che difensivi.
Attualmente l’azienda, che ha sedi produttive a Mozzo, Grassobbio (in provincia di Bergamo) e Porto Marghera (Venezia), ha presentato presso il Tribunale di Milano una domanda di concordato semplificato, ma dopo tre settimane si è ancora in attesa della nomina di un ausiliario. Questo stallo burocratico impedisce di procedere con la richiesta di ammortizzatori sociali straordinari per crisi o cessazione delle attività, lasciando i lavoratori senza coperture certe.
Negli ultimi mesi, gli impegni presi dalla famiglia Saccomandi per garantire la prosecuzione parziale delle attività produttive sul territorio non si sono concretizzati. Al momento, la proprietà si è mossa solo per l’affitto dei rami d’azienda commerciale e dello stabilimento di Porto Marghera, mentre il futuro produttivo dei siti di Mozzo e Grassobbio appare ormai compromesso: sono circa 70 i posti di lavoro a rischio.
Daniele Vedovati (Femca Cisl) e Giuseppe Errico (Filctem Cgil) esprimono forte preoccupazione: “È fondamentale che il Tribunale di Milano nomini con urgenza un ausiliario per attivare le tutele necessarie a garantire il reddito dei dipendenti ancora in forza e per avviare le politiche attive di ricollocamento. Richiamiamo inoltre la proprietà a un confronto, finora assente, chiedendo un impegno concreto per il ricollocamento dei lavoratori in altre società del gruppo e sollecitando l’azienda a esercitare fino in fondo la propria responsabilità sociale”.