Si è svolto questa mattina il presidio davanti ai cancelli della Bianchi Industry di Verdellino, ultimo atto di un pacchetto di dieci ore di sciopero complessive. I lavoratori hanno incrociato le braccia per protestare contro il licenziamento di un collega, scattato la scorsa settimana per una contestata somma di ammonizioni disciplinari.
La mobilitazione, articolata in quattro ore mercoledì, quattro giovedì e due oggi, è stata proclamata dopo che l’assemblea dei lavoratori ha respinto le motivazioni aziendali, giudicandole pretestuose. Secondo quanto emerso, il dipendente era da tempo oggetto di una specifica attenzione da parte della direzione, un atteggiamento che ha spinto la quasi totalità della fabbrica a schierarsi al suo fianco.
Vittorio Tornaghi della FIOM CGIL e Mirco Locati della FIM CISL hanno spiegato le ragioni della protesta: “Riteniamo che le motivazioni alla base del licenziamento siano del tutto strumentali. Con questa mobilitazione vogliamo inviare un messaggio preciso alla proprietà: il ricorso sistematico alle sanzioni disciplinari sta creando un clima di forte tensione che non siamo disposti a tollerare. I problemi all’interno dei reparti si risolvono attraverso il dialogo e corrette relazioni sindacali, non con atti unilaterali espulsivi. Attendiamo ora una risposta dall’azienda e non escludiamo ulteriori fasi di mobilitazione se non ci sarà un’apertura al confronto”.