Mercoledì 21 ottobre, in occasione dell’Open Day di JobsAcademy, studenti e docenti porteranno le lezioni fuori dalle aule. Dalle 17.30 alle 19.30, davanti alla sede della Fondazione in via del Convento 1 a San Paolo d’Argon, si terrà una mobilitazione promossa dalla CGIL di Bergamo per chiedere il pagamento dei compensi arretrati e garanzie sulla continuità dei percorsi formativi.
Mentre JobsAcademy apre le porte ai possibili nuovi iscritti, circa 780 studenti attendono certezze sul proprio futuro e docenti e collaboratori non ricevono compensi da febbraio. Una contraddizione che la mobilitazione vuole rendere visibile, senza rinunciare alla volontà di continuare a insegnare e a studiare.
La situazione della Fondazione si è aggravata nelle ultime settimane. Dopo le rassicurazioni di settembre sulla regolare prosecuzione delle attività didattiche, JobsAcademy ha comunicato un nuovo rinvio delle lezioni del biennio 2024-2026 e lo slittamento degli esami finali a dicembre. Nel frattempo, la notizia dell’avvio da parte di Regione Lombardia del procedimento per la revoca degli accreditamenti della Fondazione è arrivata soltanto attraverso la stampa, senza alcuna comunicazione ufficiale ai soggetti coinvolti. Una situazione che ha aumentato ulteriormente la preoccupazione per il futuro di JobsAcademy e che ha spinto la CGIL a organizzare le lezioni in piazza del 21 ottobre. Un’iniziativa per chiedere chiarezza e risposte concrete, ma anche per ribadire la volontà di docenti e studenti di proseguire le attività formative.
A pesare sulla ripresa delle attività sono anche i compensi arretrati di docenti e collaboratori, che in alcuni casi raggiungono decine di migliaia di euro.
«Chi insegna ha continuato per mesi a garantire le lezioni senza ricevere quanto dovuto. Oggi non è più possibile chiedere a queste persone di lavorare gratuitamente, senza sapere quando e se verranno pagate – dichiarano Francesco Chiesa, segretario generale di NiDiL CGIL Bergamo, e Diego Lodetti di FP CGIL Bergamo –. Ma la volontà di continuare a insegnare non è venuta meno. Le lezioni in piazza servono anche a dimostrare questo: non sono i docenti a voler fermare la scuola. Sono i mancati pagamenti e l’assenza di garanzie a mettere a rischio la didattica. Chiediamo alla Fondazione di saldare immediatamente tutti gli arretrati e di fornire risposte concrete sul futuro del personale».
A preoccupare è anche la condizione degli studenti, che dopo aver investito tempo e risorse economiche nei propri percorsi formativi rischiano di vedere compromessa la possibilità di completarli regolarmente.
«Questi ragazzi hanno diritto a sapere quando riprenderanno le lezioni, quando potranno sostenere gli esami e quale valore avrà il percorso che stanno seguendo – sottolinea Christian Perria, presidente di Federconsumatori Bergamo –. È difficile pensare di promuovere nuovi percorsi formativi senza aver prima garantito quelli già avviati. Gli studenti non possono essere lasciati in sospeso mentre si discutono questioni amministrative e di rendicontazione. Regione Lombardia deve garantire controlli, trasparenza e soprattutto soluzioni che permettano loro di concludere gli studi».
A prendere parola sono anche alcuni studenti di JobsAcademy, che hanno affidato a una dichiarazione comune le proprie preoccupazioni e richieste: «Noi studenti non chiediamo privilegi, ma certezze. Abbiamo scelto JobsAcademy investendo tempo, risorse e fiducia nel nostro futuro. Oggi chiediamo di poter completare il nostro percorso di studi con lezioni regolari, esami garantiti e un titolo di studio riconosciuto. Non vogliamo che il nostro futuro venga messo in discussione da problemi che non dipendono da noi. Non siamo numeri, ma ragazzi con obiettivi, sogni e progetti di vita. Chiediamo risposte concrete, perché il nostro futuro non può restare in sospeso».
Le lezioni in piazza vogliono lanciare un messaggio preciso: studenti e docenti non intendono rinunciare alla formazione. A metterla a rischio sono i mancati pagamenti, i continui rinvii e l’assenza di risposte concrete.
L’appuntamento è per mercoledì 21 ottobre, dalle 17.30 alle 19.30, in via del Convento 1 a San Paolo d’Argon, in concomitanza con l’Open Day di JobsAcademy.
«Non siamo contrari all’arrivo di nuovi studenti. Ma prima di promettere un futuro a chi vuole iscriversi, bisogna dare certezze a chi ha già scelto questa scuola e a chi ci lavora – concludono CGIL e Federconsumatori Bergamo –. Chiediamo risposte immediate alla Fondazione e a Regione Lombardia. La formazione non può reggersi sul lavoro gratuito dei docenti e sull’incertezza degli studenti».