La FLC CGIL di Bergamo esprime il proprio sostegno allo sciopero delle studentesse e degli studenti bergamaschi in programma domani, sabato 17 ottobre, che si inserisce in una giornata di mobilitazione nazionale per rivendicare una scuola migliore. Al centro della protesta richieste concrete: trasporti economicamente accessibili, edifici scolastici sicuri, tutela della salute mentale e una scuola pubblica che non sia subordinata alle logiche del profitto e della competizione.
«Sono rivendicazioni che condividiamo», dichiara Fabio Cubito, segretario generale della FLC CGIL di Bergamo. «Il diritto allo studio non può dipendere dal reddito delle famiglie, dalla possibilità di pagare un abbonamento ai trasporti o dalle condizioni degli edifici scolastici. E una scuola che si occupa davvero del futuro delle nuove generazioni deve preoccuparsi anche del loro benessere, anziché limitarsi a misurarne le prestazioni».
Le condizioni di chi studia e quelle di chi lavora nella scuola sono strettamente legate. Edifici sicuri, classi meno affollate, personale sufficiente e continuità didattica sono esigenze che riguardano studenti, insegnanti e personale ATA. La precarietà del lavoro scolastico, la carenza di organici e la mancanza di investimenti finiscono per compromettere anche la qualità dell’istruzione.
La mobilitazione studentesca si svolge nello stesso giorno in cui la CGIL sarà a Roma per la manifestazione nazionale della Via Maestra, alla quale parteciperanno anche 200 persone dalla provincia di Bergamo. Due mobilitazioni con percorsi, protagonisti e rivendicazioni differenti, ma attraversate da una questione comune: la necessità di investire nei diritti e nei servizi pubblici, contrastando le disuguaglianze che condizionano la vita delle persone.
«La scuola che gli studenti chiedono oggi e il lavoro dignitoso che rivendichiamo sono due parti dello stesso futuro», aggiunge Cubito. «Non può esserci una società più giusta se studiare diventa un privilegio, se insegnare significa fare i conti con anni di precarietà e se lavorare non garantisce un reddito sufficiente per vivere. Difendere la scuola pubblica significa investire in chi la frequenta e in chi ci lavora».
La FLC CGIL sostiene quindi le ragioni dello sciopero studentesco, nel pieno rispetto dell’autonomia di chi lo promuove. Le studentesse e gli studenti hanno le proprie rivendicazioni e il diritto di far sentire la propria voce. Ascoltarli significa riconoscere che le scelte sulla scuola e sul futuro del Paese non possono essere prese senza coinvolgere chi ne vivrà le conseguenze.