NOTIZIE

Inquadramenti nella GDO, Iper condannata dal tribunale di Bergamo a seguito della causa promossa da Filcams CGIL. Il dipendente, inquadrato a un livello inferiore, ottiene 20 anni di arretrati

Il Tribunale di Bergamo, con una sentenza della giudice Giulia Bertolino, ha condannato Iper Montebello Spa a risarcire 20 anni di arretrati a un proprio dipendente, impiegato come panettiere dal 1999, per il mancato riconoscimento delle mansioni superiori effettivamente svolte. La sentenza della Sezione Lavoro ha accertato il diritto del lavoratore a essere inquadrato al terzo livello del contratto nazionale, superando il quarto livello che l’azienda gli aveva applicato per anni, e riconoscendogli le differenze retributive oltre agli interessi e al rimborso delle spese legali.
Nel corso dell’istruttoria è emerso come il lavoratore operasse con un elevato grado di autonomia. Non si limitava a mansioni puramente esecutive, ma gestiva l’intero processo produttivo del pane, modificava le ricette e le temperature di cottura in base alle condizioni climatiche e si occupava in prima persona della formazione sul campo dei colleghi neoassunti. Queste competenze rientrano a pieno titolo nel profilo del lavoratore specializzato provetto previsto dal terzo livello contrattuale. La pronuncia ha inoltre respinto l’eccezione di prescrizione avanzata dalla società, stabilendo che i termini per rivendicare i crediti di lavoro decorrono solo dalla cessazione del rapporto lavorativo.
A seguire la vertenza è stata la Filcams Cgil di Bergamo, con l’assistenza legale degli avvocati Luca Pizzigoni e Andrea Pesenti. Lorenzo Cortinovis di Filcams, che ha coordinato la vertenza, ricorda che esistono già dei precedenti simili e che, prima di arrivare davanti al giudice, era stato avviato un tentativo di conciliazione: “L’azienda offriva solo un’indennità, dichiarandosi sicura delle proprie ragioni, ma tutti i panettieri di Iper hanno scelto di rifiutare la proposta, considerata insufficiente, e di muoversi uniti. Dopo questa sentenza pilota, in cui la giudice ci ha dato pienamente ragione, puntiamo a chiedere che l’azienda adegui i livelli e riconosca le differenze a tutti i lavoratori che ne hanno diritto”.
La decisione del tribunale ha una portata che supera i confini provinciali. “Questa sentenza agisce sul contratto nazionale e auspichiamo che superi i confini provinciali per sistemare posizioni problematiche simili anche altrove”, aggiunge il sindacalista. “Nella grande distribuzione organizzata si cerca di sfruttare la professionalità di lavoratori e lavoratrici senza i corretti inquadramenti. Con questa pronuncia esprimiamo prima di tutto un principio di dignità e una risposta a quelle aziende della GDO che cercano di sfruttare la professionalità di lavoratori e lavoratrici senza i corretti inquadramenti”.
Sull’importanza del risultato interviene anche Nicholas Pezzè, segretario della Filcams Cgil di Bergamo: “La sentenza di Iper rimette al centro l’importanza e il valore del Contratto collettivo nazionale di lavoro del terziario rispetto alle interpretazioni delle aziende sulla professionalità di un lavoratore o di una lavoratrice. È evidente che il tema della professionalità e del giusto riconoscimento sia contrattuale che economico rimane per noi un elemento centrale per valorizzare il lavoro quotidiano delle persone che rappresentiamo. Il risultato di questa vertenza apre un importante capitolo che impone d’ora in avanti alle aziende di considerare seriamente il valore del lavoro”.

Torna in alto