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ASST Bergamo Ovest, la FP-CGIL non firma l’accordo sullo sblocco delle ferie e sulla libera professione

Dalla trattativa tra sindacati e direzione della ASST Bergamo Ovest, venerdì scorso, era emersa l’intenzione dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale di ripristinare il diritto alla fruizione delle ferie che era stato sospeso unilateralmente da metà ottobre e fino a fine anno.

Era stata avanzata anche l'intenzione di autorizzare parzialmente (nella percentuale dell’80%) il diritto dei medici a svolgere attività libero-professionale, possibilità anch’essa sospesa unilateralmente.
A questa ASST fanno capo gli ospedali di Treviglio e Romano di Lombardia, Dalmine, Zanica, Martinengo, Verdello, Ponte san Pietro, Brembate Sopra, Calusco, Caravaggio. Ai dipendenti di queste strutture le due misure erano state imposte con l’obiettivo di recuperare il tempo perduto sul fronte delle prestazioni “non Covid” e rispondere agli obiettivi di Regione Lombardia previsti dai Piani legati al Pnrr.

“La necessità di accorciare le liste di attesa per le prestazioni non legate al Covid è certo rilevante, ma il punto è che la strategia adottata negli ultimi mesi dalla ASST Bergamo Ovest si è rivelata sbagliata" aveva spiegato, all’uscita dall’incontro, Roberto Rossi, segretario generale della FP-CGIL di Bergamo. "L’azienda si è votata in maniera massiccia allo svolgimento delle attività vaccinali provocando gravi ritardi nel resto del servizio, a nostro avviso in misura davvero esagerata. Diversamente si sono mosse, invece, la ASST Bergamo Est e la ASST Papa Giovanni XXIII. Con preoccupazione avevamo denunciato questa tendenza già tempo fa. È ovvio che portare avanti l’attività vaccinale era e resta importantissimo, unica via d’uscita dalla crisi sanitaria. L’errore, però, è stato quello di impiegare medici e infermieri negli hub durante l’orario di lavoro ordinario, utilizzando in maniera troppo limitata le risorse economiche che pure esistevano per la campagna vaccinale. Si voleva far pagare questo errore ai lavoratori che, dopo l’ultimo anno e mezzo, sono in ginocchio, stremati. Il diritto al riposo va loro garantito”.

Dopo il parziale e tardivo dietrofront della ASST venerdì, oggi la FP-CGIL ha illustrato l’esito della trattativa ai lavoratori coinvolti per decidere se firmare o meno un’intesa.
“A seguito di questa consultazione abbiamo assunto la decisione di non sottoscrivere l’accordo. Pur prendendo atto del passo indietro operato dalla direzione rispetto a quelli che, a nostro avviso, vanno inquadrati come evidenti violazioni di diritti, riteniamo di dover stigmatizzare le modalità e il merito delle decisioni assunte che hanno portato a questa situazione” ha spiegato poco fa Roberto Rossi. “In un clima già teso, atti unilaterali di questo genere hanno il solo esito di esacerbare ulteriormente i rapporti tra Direzione e Personale, soprattutto quando questo avviene a valle di un periodo particolarmente duro ed impegnativo iniziato a fine febbraio 2020 con la pesantissima ondata pandemica che ha colpito la nostra provincia, fino ad una campagna vaccinale che ha assorbito risorse a scapito del resto dell’attività sanitaria”.

“Oltre che correre ai ripari nell’ultimo trimestre dell’anno per recuperare le sacrosante prestazioni istituzionali non-Covid, sarebbe stato più utile che la direzione si fosse mossa a seguito delle segnalazioni che pervenivano dai lavoratori, a partire dalla carenza di personale medico in Pronto Soccorso di Treviglio, sopperite da altri medici dell’ospedale a scapito delle proprie attività istituzionali, e da una campagna vaccinale che ha riconvertito troppa parte dell’ASST in servizio vaccinale” prosegue il sindacalista. “Non abbiamo colto nel confronto di venerdì scorso un cambio di passo verso un pieno recepimento di questi aspetti contrattuali che pure sono le fondamenta per una proficua collaborazione orientata ad un maggior benessere organizzativo. Non lo abbiamo colto nel tentativo teso ad avallare il principio che diritti fondamentali possano essere sospesi unilateralmente, salvo poi trasformarli in benevole concessioni o in merce di scambio. Non lo abbiamo colto nell’ulteriore tentativo di sostituire con delle slide la preventiva trasmissione di dati necessari alla comprensione del problema come contrattualmente stabilito”.

Questi, in sintesi, i motivi per cui la FP-CGIL non ha sottoscritto la proposta presentata dalla Direzione.

“Consapevoli del momento difficile e dell’importanza di un’azione sindacale efficace, ci apprestiamo a richiedere alla Direzione una serie di dati attraverso i quali formulare proposte volte a ripristinare un favorevole clima organizzativo che faccia tornare l’azienda sempre più attrattiva per i professionisti della sanità e che la renda, nei limiti delle risorse disponibili, ancora più capace di rispondere ai bisogni di salute dei cittadini” hanno scritto i Rappresentanti Sindacali Aziendali e il Coordinamento regionale Dirigenza medica e sanitaria della FP-CGIL. “Auspichiamo per il futuro maggiore ascolto da parte della Direzione nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori della ASST Bergamo Ovest, che sono la primaria risorsa dell’azienda e che meritano maggiore rispetto e considerazione”.

Via Garibaldi, 3 - 24122 Bergamo (BG)

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