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ASST Bergamo Ovest, ritirato il blocco delle ferie. Il dietrofront il 22 ottobre durante il confronto tra il Direttore generale e i sindacati

Dopo oltre un anno e mezzo di lavoro a ritmi serrati, prima per la crisi sanitaria, poi per l’impegno improrogabile della campagna vaccinale, per i lavoratori sanitari della ASST Bergamo Ovest si andava profilando un blocco delle ferie imposto fino alla fine dell'anno.

Venerdì si è registrato, invece, il dietrofront della direzione: la decisione è arrivata, al termine del tavolo di trattativa aperto per medici, tecnici professionali e dirigenti amministrativi e sanitari. Al confronto hanno partecipato il direttore generale Peter Assembergs e le delegazioni sindacali. Per il resto del personale, cioè infermieri, OSS, impiegati amministrativi e tecnici è già in programma un incontro giovedì 28 ottobre. Dovrebbe avere lo stesso esito.

A questa Azienda Socio Sanitaria Territoriale fanno capo gli ospedali di Treviglio e Romano di Lombardia, Dalmine, Zanica, Martinengo, Verdello, Ponte san Pietro, Brembate Sopra, Calusco, Caravaggio. Per i dipendenti di queste strutture era stato annunciato un blocco delle ferie e la sospensione della libera professione medica fino al 31 dicembre. L’obiettivo era quello di recuperare il tempo perduto sul fronte delle prestazioni “non Covid” e rispondere agli obiettivi di Regione Lombardia previsti dai Piani legati al Pnrr.

“Dopo il lungo confronto di oggi, l’ASST si è detta pronta a ritirare il blocco delle ferie e ha proposto la conversione in visite istituzionali del 20% delle visite programmate in libera professione” ha spiegato, al termine dell’incontro, Roberto Rossi, segretario generale della FP-CGIL di Bergamo. “Abbiamo preso atto dell’esito della discussione ed ora sentiremo i lavoratori per capire se accetteranno questa soluzione. Se avremo il mandato a procedere, lunedì firmeremo l’accordo. Un esito simile dovrebbe avere anche il confronto sulle ferie del resto del personale, quando torneremo a incontrare la direzione giovedì”.

L’azienda aveva bloccato la fruizione delle ferie per tutti i dipendenti dal 15 ottobre fino alla fine dell’anno e aveva sospeso l’attività della libera professione per i propri medici: “La necessità di accorciare le liste di attesa per le prestazioni non legate al Covid è certo rilevante, ma il punto è che la strategia adottata negli ultimi mesi dalla ASST Bergamo Ovest si è rivelata sbagliata" prosegue Rossi. "L’azienda si è votata in maniera massiccia allo svolgimento delle attività vaccinali provocando gravi ritardi nel resto del servizio, a nostro avviso in misura davvero esagerata. Diversamente si sono mosse, invece, la ASST Bergamo Est e la ASST Papa Giovanni XXIII. Con preoccupazione avevamo denunciato questa tendenza già tempo fa. È ovvio che portare avanti l’attività vaccinale era e resta importantissimo, unica via d’uscita dalla crisi sanitaria. L’errore, però, è stato quello di impiegare medici e infermieri negli hub durante l’orario di lavoro ordinario, utilizzando in maniera troppo limitata le risorse economiche che pure esistevano per la campagna vaccinale. Si voleva far pagare questo errore ai lavoratori che, dopo l’ultimo anno e mezzo, sono in ginocchio, stremati. Il diritto al riposo va loro garantito”.

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