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Sciopero metalmeccanici, alta adesione allo sciopero anche a Bergamo "Al Paese serve un rilancio industriale e dell'occupazione"

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Alta adesione dei lavoratori e delle lavoratrici allo sciopero nazionale di quattro ore dei lavoratori metalmeccanici del Nord Italia (Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana e Marche) proclamato da Fim Fiom Uilm per il rilancio industriale, l’occupazione, gli investimenti, per la transizione sostenibile e per risolvere le crisi aperte.

Anche a Bergamo l'adesione nelle fabbriche è stata elevata: tra le altre, alla Brembo ha scioperato il 65% del personale (impiegati e operai), alla Evoca il 75%, alla Tenaris il 60%, alla Same l'80%, alla Lucchini il 75%, alla Exide hanno incrociato le braccia il 90% degli operai, il 95% nel Gruppo Mazzucconi, alla Schneider il 90%.
Delegati e lavoratori si sono riuniti in presidio davanti ai luoghi di lavoro, e in molti casi davanti alle Unioni degli Industriali locali e alle Prefetture.
A Bergamo, i lavoratori metalmeccanici si sono ritrovati in presidio davanti alla Prefettura di via Tasso. Con loro anche una rappresentanza dei lavoratori della Novem, azienda di Bagnatica che produce componenti in legno per l'automotive in contratto di solidarietà da marzo, che ha voluto portare la propria solidarietà e rappresentare la situazione di difficoltà che interessa l'indotto della filiera automobilistica.
Durante il presidio, il segretari generali delle categorie dei metalmeccanici Luca Nieri (Fim CISL), Andrea Agazzi (Fiom CGIL) ed Emilio Lollio (Uilm UIL) sono stati ricevuti in Prefettura. "Al rappresentate del Prefetto abbiamo fatto presente i temi della piattaforma dello sciopero e la necessità di governare lo sviluppo industriale e i fondi PNRR per garantire occupazione e lavoro di qualità - commentano i segretari - Anche in bergamasca, dopo un periodo di forte ripresa, cominciamo a vedere segnali che ci preoccupano, a partire dall'incremento di richieste di ammortizzatori sociali. Chiediamo alla politica di non sottovalutare la situazione ma di lavorare per governare al meglio i grossi cambiamenti che vedremo nei prossimi anni".

Via Garibaldi, 3 - 24122 Bergamo (BG)

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