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Agenzie di somministrazione, al via la stagione del rinnovo dei contratti nazionali. Redondi, NIDIL-CGIL: “Approvata la piattaforma. In provincia, 17.900 addetti”

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Non sono da considerare semplici intermediarie tra lavoratori e aziende utilizzatrici, perché le agenzie di somministrazione devono ricoprire, in tutto e per tutto, “il ruolo di un vero datore di lavoro, con le relative responsabilità e i conseguenti oneri, da cui spesso però si sottraggono”.

Lo sottolinea Paola Redondi, segretaria generale di NIDIL-CGIL di Bergamo, nel giorno in cui si apre formalmente la stagione del confronto per il rinnovo dei due Contratti collettivi nazionali di riferimento.

Venerdì mattina, 29 aprile, la sindacalista ha preso parte al Comitato Direttivo nazionale che ha approvato la piattaforma sindacale unitaria con le rivendicazioni e le proposte da portare sul tavolo della trattativa.
Sui diversi temi contenuti nel documento approvato, le agenzie di somministrazione saranno presto chiamate al confronto con i sindacati per l’imminente scadenza, il 30 giugno prossimo, di due Contratti collettivi nazionali, quello sottoscritto con Assolavoro e quello sottoscritto con Assosomm.
A Bergamo sono circa 17.900 i lavoratori dipendenti di agenzi di somministrazione. Rappresentano l’11% degli occupati in somministrazione in Lombardia.

“L’obiettivo principale della nostra piattaforma è quello di responsabilizzare le associazioni datoriali e le agenzie per il lavoro, anche a fronte di una forte crescita del numero dei loro addetti” spiega Paola Redondi. “Se il precedente rinnovo del 2019 era avvenuto in un contesto incerto per le novità previste in quella fase dal Decreto dignità, oggi ci troviamo in una fase di forte crescita delle agenzie”.

Se nel gennaio 2020, a livello nazionale, i dipendenti delle agenzie erano quasi 386.000, appena un anno dopo, nel gennaio 2021, erano saliti a quota 403.900. All’inizio del 2022 erano oltre 492.000.
“Chiediamo che i maggiori profitti raggiunti possano essere in qualche misura redistribuiti in favore di lavoratrici e lavoratori del settore, per esempio per riconoscere un elemento economico che valorizzi l’anzianità di settore” prosegue Redondi. “Incontriamo spesso lavoratori che da anni operano nel medesimo comparto, spostandosi da un’azienda all’altra, ma sempre all’interno dello stesso ambito produttivo. L’alternarsi di periodi di lavoro in luoghi diversi e di periodi di disoccupazione interrompe la possibilità di godere di anzianità e scatti di livello. Questo determina una disparità retributiva nel confronto con i dipendenti diretti che hanno una carriera lavorativa della stessa durata. L’unico vantaggio, anche economico, è per le imprese utilizzatrici”.

La continuità occupazionale resta un problema anche per i dipendenti a tempo indeterminato, che oggi rappresentano il 22% del totale dei lavoratori in somministrazione.

“Oggi le agenzie non hanno l’obbligo di motivare l’interruzione del periodo di lavoro che questi dipendenti stanno svolgendo presso un’azienda, salvo poi doverli ricollocare altrove. Intercettiamo casi di lavoratori assegnati per anni presso la stessa azienda che si vedono interrompere la missione in corrispondenza di periodo di maternità, malattia, infortunio o richiesta di fruizione di periodi di congedo per l’assistenza di familiari non autosufficienti” prosegue Redondi. “Riteniamo sia necessario introdurre una forma di penalizzazione nel caso in cui alla cessazione della missione faccia immediatamente seguito la sostituzione con altri lavoratori sulla stessa mansione. Serve anche introdurre procedure di confronto territoriale per contrastare le situazioni di turn over ingiustificato. Una parte delle nostre proposte riguarda proprio lo spostamento delle attività di confronto con le associazioni datoriali e le agenzie per il lavoro sul territorio, quindi più vicino al lavoratore e al luogo dove è impiegato: la proposta è quella di assegnare alle Commissioni territoriali provinciali di settore, che ci vedono presenti come organizzazione sindacale, l’attività di verifica dell’effettiva parità di trattamento economico e normativo. Crediamo sia importante che questo trasferimento avvenga per una tutela più efficiente dei lavoratori”.

Da inizio maggio e fino al 13 giugno anche a Bergamo si svolgeranno assemblee per la presentazione del testo e per la consultazione di lavoratori e lavoratrici.

Via Garibaldi, 3 - 24122 Bergamo (BG)

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