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Cave, rinnovato il Contratto nazionale dei lapidei industria. In provincia 800 addetti in 44 aziende per l’estrazione di minerali, più quelle specializzate nella lavorazione

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La trattativa si era prolungata per mesi dopo la scadenza dello scorso marzo, in un periodo delicatissimo e progressivamente sempre più difficile per la crisi energetica che ancora stiamo attraversando. Malgrado il contesto complicato, però, nella serata del 24 novembre è stata firmata l’intesa per il rinnovo del Contratto nazionale dei lavoratori lapidei dell’industria, cioè dei dipendenti di cave e aziende per la lavorazione e commercializzazione della pietra. Il nuovo accordo, raggiunto dai sindacati di categoria FENEAL-UIL, FILCA-CISL, FILLEA-CGIL e dalle parti datoriali, Confindustria Marmomacchine e ANEPLA, resterà in vigore (retroattivamente) dal 1° aprile 2022 fino al 31 marzo 2025.

Interessa in tutt’Italia oltre 30 mila addetti in 3 mila aziende. In provincia di Bergamo si stima siano 800, in 44 aziende attive per l’estrazione di minerali.
Vanno poi aggiunte le realtà specializzate nella lavorazione del prodotto estratto.

Per i dipendenti del comparto l’incremento salariale è pari a 123 euro (livello intermedio) diviso in tre tranche: 40 euro dal 1° gennaio prossimo, 39 euro dal 1° gennaio 2024 e 44 euro dal 1° gennaio 2025. Viene inoltre erogato un ‘bonus energia’ di 100 euro nel mese di dicembre 2022, previsto un aumento dello 0.40 sul fondo pensione integrativo Arco, e portato a 210 euro l’elemento di garanzia retributiva per le aziende che non hanno la contrattazione di 2° livello.

Anche sul versante normativo sono previste importanti novità: “Sono state inserite nell’accordo 8 ore di permesso, anche frazionabili, per l’inserimento dei figli nella scuola dell’infanzia, 6 mesi retribuiti per le donne vittime di violenza, oltre a quelli già previsti per legge, due giorni aggiuntivi per i lavoratori stranieri che dovessero recarsi all’estero per decesso di un congiunto, aumento del periodo di comporto e della retribuzione durante la malattia per i lavoratori colpiti da gravi patologie” spiegano Adelaide Ferrari di FILLEA-CGIL, Massimo Lamera di FILCA-CISL e Giuseppe Mancin di FENEAL-UIL di Bergamo.

A proposito della prevenzione degli infortuni, viene aggiunto, accanto a quello già obbligatorio, un RLS in più, cioè un Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, nelle aziende tra i 101 e i 200 dipendenti e si istituisce la giornata della sicurezza con attività formative e informative. Si punta inoltre l’attenzione sulla formazione attraverso l’aumento della percentuale di lavoratori che possono assentarsi contemporaneamente, passando dall’attuale 1.5 al 3%.

Nei prossimi giorni, anche in provincia di Bergamo, i lavoratori del settore saranno chiamati ad esprimere in assemblea il loro giudizio sull’intesa.

Via Garibaldi, 3 - 24122 Bergamo (BG)

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