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ABF ancora in stato di agitazione. “Mancato rispetto degli accordi aziendali e irregolarità nella gestione del personale”

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A un mese dall’apertura dello stato di agitazione, il confronto tra direzione di ABF (Azienda Bergamasca Formazione) e sindacati di categoria non dà segni di ripresa.

“Ancora non abbiamo ricevuto alcuna convocazione per un incontro, malgrado la mobilitazione sia stata avviata il 2 settembre, quattro settimane fa. L’impressione è che manchi da parte di ABF la volontà di riaprire un tavolo di trattativa” dichiarano oggi Paolo Agape di FP-CGIL, Fabio D’Aniello di CISL-FP e i delegati RSU.

Negli ultimi sei mesi si è assistito al progressivo peggioramento delle relazioni sindacali a seguito dell’insediamento della nuova dirigenza di Maurizio Betelli. Per ABF lavorano a Bergamo circa 340 lavoratori. Per loro il punto di non ritorno, lo scorso luglio, è stata la decisione unilaterale dell’azienda di rivedere il Fondo del salario accessorio e di non liquidare per intero il Premio dovuto per l’anno scolastico 2021-22, rimettendo in discussione il Contratto decentrato del novembre 2021.

“Quella decisione ha definitivamente bloccato le trattative che da anni avevano lo scopo di equiparare i diritti di lavoratori che a parità di mansione percepivano e ancora percepiscono un differente trattamento economico” proseguono Agape e D’Aniello. “Contestualmente con grande disappunto, quest’estate abbiamo appreso della volontà della direzione generale di mettere in discussione tutti gli accordi vigenti, azzerando anni di proficue relazioni sindacali”.

Per questi motivi, durante l’ultima assemblea dei lavoratori era stato deciso di proclamare uno stato di agitazione. Lo scorso 7 settembre si era tenuto il tavolo di conciliazione in Prefettura a Bergamo, alla presenza della vice capo di Gabinetto Simona Sgroi, con i sindacalisti di FP-CGIL, CISL-FP, i delegati delle RSU e i rappresentanti di ABF. “Al tavolo della Prefettura, dove si sono avuti anche momenti di confronto acceso, la direzione di ABF non ha fornito alcuna concreta garanzia rispetto alla volontà di tornare sui propri passi e correggere le inadempienze. Per questo lo stato di agitazione per noi prosegue”, aggiungono i sindacalisti.

La scelta di mobilitarsi, tra l’altro, sta trovando ulteriori motivazioni in una serie di nuove irregolarità riscontrate in questo periodo di ripresa dell'anno formativo: “Stiamo ricevendo diverse segnalazioni da parte dei lavoratori per casi di mancato rispetto delle procedure previste per la selezione del personale, per l'assegnazione delle cattedre e per le mobilità tra i vari centri di formazione professionale, oltre al ricorso sempre più frequente all’uso di contratti di collaborazione”.

“Ci è sempre più chiara, insomma, la volontà della Direzione aziendale di procedere in maniera unilaterale, incurante delle regole condivise nel tempo tra l’azienda e i rappresentanti dei lavoratori” concludono i due sindacalisti. “Da parte nostra, finora abbiamo mantenuto un atteggiamento responsabile, scegliendo di non adottare forme di protesta che possano creare disagio all'utenza in questo delicato momento di avvio dell'attività formativa. Se però il comportamento della direzione restasse immutato e se continuerà a mancare la volontà di riaprire un tavolo di confronto, valuteremo certamente forme di mobilitazione più incisive”.

Via Garibaldi, 3 - 24122 Bergamo (BG)

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