Basta morti sul lavoro, da Bergamo alla manifestazione degli edili sabato 13 novembre a Roma. Le conquiste degli ultimi mesi e le prossime priorità

Passi avanti ne sono stati mossi, di rilevanti e per certi aspetti anche “storici”. Non è però il momento di fermarsi, di far calare l’attenzione, di accontentarsi delle ultime novità legislative e delle più recenti conquiste: la lotta per azzerare i morti e gli infortuni sul lavoro è ancora durissima e necessita dello sforzo di tutti.

Per questo, da tutta Italia, Bergamo compresa, lavoratori e sindacalisti del settore dell’edilizia confluiranno a Roma, in piazza Santissimi Apostoli, sabato 13 novembre per una manifestazione (contingentata, a numero chiuso) che chiederà ancora una volta di impegnarsi a garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro, nei cantieri come negli impianti fissi del settore.
“Il comparto edile è ripartito, anche con grandi ritmi, dopo la pausa provocata dalla pandemia, e con l’aumento del lavoro anche gli infortuni si stanno moltiplicando. La qualità, la buona occupazione e la sicurezza devono finalmente andare di pari passo alla crescita del settore. Da subito va interrotto il circolo vizioso che vede, ogni volta che si registra un’accelerazione dei volumi lavoro, il conseguente e drammatico aumento di infortuni” hanno spiegato tre segretari generali Giuseppe Mancin di FENEAL-UIL , Simone Alloni di FILCA-CISL, Luciana Fratus di FILLEA-CGIL di Bergamo. “Questo è il momento giusto per una mobilitazione unitaria nazionale, visto che è facile prevedere che il settore crescerà ulteriormente anche grazie alle risorse che arriveranno dal Pnrr. Dobbiamo prevenire la tragedia di nuovi infortuni”.
Durante la manifestazione del 13 novembre interverranno i segretari generali di FENEAL-UIL, FILCA-CISL, FILLEA-CGIL, Vito Panzarella, Enzo Pelle, Alessandro Genovesi, ma anche i leader di CGIL, CISL, UIL, Maurizio Landini, Luigi Sbarra, Pierpaolo Bombardieri.
“Soddisfatti dei nuovi strumenti di recente adottati (vedi sotto, ndr), che tanto abbiamo rivendicato e per cui tanto abbiamo lavorato, ora, tra le altre priorità, ci sono l’introduzione di una patente a punti per le imprese serie e virtuose (che penalizzi invece quelle scorrette) e l’inserimento nel codice penale dell’aggravante per infortunio mortale. Sul fronte previdenziale, dal momento che il lavoro edile è probabilmente tra i più gravosi, con il maggior numero di infortuni e malattie professionali soprattutto tra gli over 55 e over 60, serve si introduca una Super Ape Social per gli edili”.

Le conquiste degli ultimi mesi

  • A ottobre il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al Decreto Fiscale in cui sono state introdotte anche norme per la sicurezza sui luoghi di lavoro, in particolare per intervenire sulle imprese che non rispettano le misure di prevenzione e utilizzano lavoratori in nero. Viene abbassata al 10% la soglia per la sospensione dell'attività imprenditoriale in caso di lavoro nero riscontrato dall'Ispettorato nazionale del lavoro.
    Si prevedono poi 1.000 ispettori in più, 1.000 nuove assunzioni all'Istituto nazionale del lavoro e un investimento in tecnologie di oltre 3,7 milioni di euro nel biennio 2022/2023.
  • Dopo una battaglia sindacale durata anni, dal 1° novembre entra, poi, in vigore il Durc di Congruità previsto dalla legge 120/2020 e dal Codice degli Appalti. È la certificazione con cui l’azienda dichiara - per uno specifico lavoro e per uno specifico importo - il numero minimo (appunto “congruo”) di lavoratori impegnati. Obiettivo, combattere il lavoro nero.
  • Dal DL Semplificazioni 2021 sono arrivate, poi, novità in materia di subappalto: il subappaltatore infatti deve garantire medesime prestazioni e gli stessi standard qualitativi previsti nel contratto di appalto e riconoscere ai lavoratori un trattamento economico e normativo non inferiore a quello che avrebbe garantito il contraente principale, compresa l’applicazione dei Contratti collettivi nazionali di lavoro.
  • Infine, lo scorso marzo, la Commissione nazionale delle Casse edili (Cnce) ha sottoscritto un protocollo di intesa con l’Ispettorato nazionale del lavoro (Inl). In questo caso lo scopo è quello di a garantire una fattiva collaborazione tra gli enti finalizzata allo scambio di informazioni, dati e notifiche preliminari, e per la regolarità, la lotta all’evasione e al dumping contrattuale.

Gli infortuni mortali nel settore edile a Bergamo da inizio 2021
Il 6 maggio Maurizio Gritti, 46 anni, residente a Calcinate, stava effettuando operazioni di posa di un manufatto in cemento prefabbricato per conto lavoro della MC a Pagazzano. È stato colpito e schiacciato dal manufatto che gli ha provocato lesioni mortali.
Due giorni dopo, l’8 maggio, Marco Oldrati di 52 anni, residente a San Paolo d’Argon, e al lavoro per la Demco, stava operando su un ponteggio a Tradate, Varese. È scivolato e precipitato nel vuoto da un'altezza di quattro metri.
Passa un mese, e il 3 giugno, Azzdin Elrahali, 40 anni, residente a Covo, al lavoro per la Mapen S.r.l., sta viaggiando a bordo di un furgone lungo la bretella di collegamento tra le autostrade A1 e A21 nel comune di Fiorenzuola d’Arda. Si è schiantato violentemente contro il tir che lo precedeva. Con lui, anche gli altri occupanti del mezzo sono morti sul colpo. Si tratta dunque di un infortunio mortale cosiddetto “in itinere”.
Infine, il 10 agosto, Singh Baljit, 36 anni di Presezzo, dipendente della Dem Coperture, si trovava sul tetto di un capannone per la rimozione di amianto a San Paolo d’Argon. È precipitato da un'altezza di circa otto metri.

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