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Progetti PNRR, Peracchi, CGIL di Bergamo: “Anche qui sul territorio non si vada in ordine sparso”

Un invito a convogliare e coordinare le forze e le proposte a livello territoriale, di fronte alle opportunità offerte dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) all’interno del programma Next Generation EU, arriva oggi da Gianni Peracchi, segretario generale della CGIL di Bergamo.

Ecco di seguito le sue riflessioni.

“Una visione d’insieme e uno sguardo più lungo rispetto ai propri particolari interessi, politici, elettorali, di rappresentatività, territoriali sono precondizioni per il rilancio del paese e dell’Europa. Vale a livello nazionale nel confronto con il governo, dopo le prime valutazioni dei progetti Next Generation Eu e Pnrr e dopo la ripartenza del dialogo con e tra le parti sociali. Valutazioni e conseguente piano di riforme che hanno avuto il placet convinto dall’Unione Europea ed ora anche la prima tranche di finanziamenti.
Di lunedì è l’incontro delle confederazioni con il Presidente del Consiglio, partendo dai temi della sicurezza, un incontro valutato come un passo importante, ‘sul binario giusto’.
Salute e sicurezza, salari, fisco, previdenza, pubblica amministrazione, giustizia, diseguaglianze, genere, ambiente, transizione energetica ecc. saranno temi sui quali costruire, partendo dai rispettivi punti di vista, il progetto di risanamento del paese. Un progetto che ci porti fuori dalle secche della crisi pre-pandemica, accentuata dalla drammatica emergenza sanitaria che abbiamo vissuto e che oggi non abbiamo ancora messo alle nostre spalle. Un progetto che dovrà ridisegnare crescita e sviluppo in una nuova ottica di sostenibilità ambientale e sociale.
Questo ragionamento vale anche a livello locale, per evitare che i progetti del territorio, con i relativi finanziamenti, si disperdano in mille rivoli e perdano quella dimensione generale e comune che ne garantirebbe l’efficacia.
In questo senso a Bergamo possiamo vantare condizioni migliori di altri per via delle elaborazioni dei tavoli Ocse che hanno coinvolto, pur in un percorso faticoso, tutti gli attori istituzionali e associativi. Elaborazioni - e luogo delle elaborazioni - che possono considerarsi a tutti gli effetti, pur con i necessari aggiornamenti, quel quadro di insieme di cui accennavo prima.
Le proposte condivise di infrastrutturazione del sistema produttivo bergamasco, quelle della formazione per affrontare il cambiamento del lavoro, quelle finalizzate a una transizione energetica anche in sede locale sono punti di partenza importanti rispetto ai quali ‘compatibilizzare’ e declinare localmente gli interventi di messa a terra delle azioni del Pnrr.
Accanto ad esse dovrebbe poi intensificarsi la contrattazione nei luoghi di lavoro in una logica più inclusiva e, laddove possibile, di sito o di filiera. Ci tengo a sottolinearlo per l’ennesima volta perché alcuni segnali sembra vadano nella direzione opposta, cioè quella di una rincorsa ai finanziamenti a prescindere, senza alcun livello di coordinamento. Cosa che sarebbe, tra l’altro controproducente, perché l’accesso al resto dei finanziamenti europei e nazionali sarà subordinata ad una verifica dell’efficacia e del grado di realizzazione dei progetti già avviati”.

Via Garibaldi, 3 - 24122 Bergamo (BG)

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